Trasferimento di quota di s.r.l.: iscrivibile nel registro delle imprese la domanda di accertamento della simulazione. Di Nicola Facchin - Avvocato

  • : preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /var/www/vhosts/themis.info/httpdocs/includes/unicode.inc on line 345.
  • : preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /var/www/vhosts/themis.info/httpdocs/includes/unicode.inc on line 345.

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 st1\:*{behavior:url(#ieooui) } /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;}

a) La quota di società a responsabilità limitata e la sua natura giuridica

La quota sociale indica la misura della partecipazione del socio alla società a responsabilità limitata.

L’importanza riconosciuta alla persona del socio nella s.r.l. si riflette, innanzitutto, nel criterio di divisione del capitale sociale.

Il capitale sociale nella s.r.l. è diviso secondo un criterio personale, in base al numero dei soci. Ciascun socio è titolare di una unica quota di partecipazione.

Secondo l’opinione prevalente della dottrina e della giurisprudenza, la quota di s.r.l. ha natura di bene mobile immateriale.

 

b) Il trasferimento della quota sociale

L’attuale disciplina della s.r.l. prevede che il trasferimento per atto tra vivi della quota sociale risulti da scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio. Tale forma è necessaria ai fini dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese.

Per l’annotazione nel libro dei soci è richiesta l’esibizione del titolo da cui risultino il trasferimento e l’avvenuto deposito per l’iscrizione nel registro delle imprese.

Ai fini della risoluzione del conflitto tra più aventi causa dallo stesso autore, vige il criterio della priorità dell’iscrizione effettuata in buona fede nel registro delle imprese.

 

c) Iscrizione nel registro delle imprese della domanda di accertamento della simulazione

Secondo il Tribunale di Ferrara, il principio di tipicità e tassatività delle iscrizioni nel registro delle imprese deve essere integrato con il principio di completezza e di trasparenza delle iscrizioni previste dalla legge.

Devono pertanto ritenersi iscrivibili nel registro delle imprese gli atti prodromici e modificativi, previsti dall’ordinamento, di fattispecie espressamente soggette a pubblicità. Rientra in tale categoria la domanda di accertamento della simulazione dell’atto di trasferimento della quota di s.r.l.


 

 

»  SOMMARIO

1. Il fatto

2. La quota di partecipazione nella società a responsabilità limitata

3. Il procedimento di trasferimento della quota

4. La decisione del Giudice del Registro

5. Osservazioni

 


1. Il fatto

 

Una società fiduciaria propone ricorso avverso l’avvenuta iscrizione della domanda di accertamento giudiziale della simulazione del trasferimento di quote di s.r.l. a favore di due società estere.

La società ricorrente afferma l’illegittimità dell’iscrizione, in quanto avvenuta in violazione del principio di tipicità e tassatività che connota l’operatività del Registro delle imprese ex art. 2188, comma 1°, c.c. e successiva normativa di riferimento (v. art. 2193 c.c.; art, 7, comma 2°, lett. b), d.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581) e pertanto ne richiede la cancellazione.

 

2. La quota di partecipazione nella società a responsabilità limitata

 

La quota sociale indica la misura della partecipazione del socio alla società a responsabilità limitata.

L’art. 2468 c.c. chiarisce la profonda differenza esistente fra la partecipazione di società per azioni e la partecipazione di società a responsabilità limitata, prevedendo che nella società a responsabilità limitata le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni né costituire oggetto di sollecitazione all’investimento.

Il capitale sociale nella società a responsabilità limitata è diviso secondo un criterio personale, in base al numero dei soci. Ciascun socio è titolare di una unica quota di partecipazione.

A differenza delle azioni – che devono essere di uguale valore (art. 2348 c.c.) – le quote possono essere di diverso ammontare.

Se l’atto costitutivo non prevede diversamente, le quote di partecipazione dei soci sono determinate in misura proporzionale al conferimento. Salva la possibilità che l’atto costitutivo preveda l’attribuzione a singoli soci di particolari diritti, i diritti sociali spettano ai soci in misura proporzionale alla partecipazione posseduta (art. 2468, comma 2°, c.c.).

Controversa è la natura giuridica della quota di società a responsabilità limitata.

L’insieme delle norme che disciplinano le vicende relative alle quote sociali inducono la dottrina e la giurisprudenza prevalenti ad attribuire alla quota di s.r.l. la natura di bene mobile immateriale[1].

In senso contrario si è espressa parte della dottrina, risolvendo la quota nella titolarità delle singole situazioni soggettive che derivano dal contratto sociale[2], ovvero nel diritto di credito spettante al socio in forza del contratto[3].

Varie disposizioni normative considerano tuttavia la quota oggetto unitario di diritti, come tale assimilabile ad un bene giuridico, sia pur immateriale[4].

Al riguardo, si richiamano l’art. 2469 c.c., che afferma il principio della libera trasmissibilità della partecipazione sociale; l’art. 2468, ultimo comma, c.c., che consente la costituzione di una comproprietà sulla partecipazione; l’art. 2471-bis c.c., il quale stabilisce che la partecipazione può formare oggetto di pegno, usufrutto e sequestro – applicandosi in tal caso le disposizioni dell’art. 2352 c.c. in materia di s.p.a.; l’art. 2471 c.c., secondo cui la partecipazione può formare oggetto di espropriazione; l’art. 2466 c.c., che prevede la vendita della quota del socio moroso.

 

3. Il procedimento di trasferimento della quota

 

Gli artt. 2469 e 2470 c.c. disciplinano il trasferimento delle quote sociali.

Il trasferimento della quota – che può essere variamente limitato dall’atto costitutivo, o addirittura escluso (salvo il diritto di recesso in caso di clausola di mero gradimento o di intrasferibilità della quota – v. art. 2469 c.c.) – è valido ed efficace fra le parti per effetto del semplice consenso legittimamente manifestato (art. 1376 c.c.). E’ però produttivo di effetti nei confronti della società solo dal momento in cui è iscritto nel libro dei soci (art. 2470, comma 1°, c.c.).

La legge 12 agosto 1993, n. 310 ha dettato specifiche disposizioni per assicurare la trasparenza della cessione delle quote e la conoscenza dell’effettiva composizione della compagine societaria, al fine di prevenire e reprimere operazioni di riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Secondo l’art. 2470, comma 2°, c.c., il trasferimento per atto tra vivi deve risultare da scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio, il quale deve depositarla entro trenta giorni per l’iscrizione nel registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede della società. Il trasferimento deve quindi essere annotato nel libro dei soci, su richiesta dell’alienante o dell’acquirente, che devono a tal fine esibire il titolo da cui risultino il trasferimento e l’avvenuto deposito per l’iscrizione nel registro delle imprese.

Dal momento dell’iscrizione nel libro dei soci, secondo quanto appena esposto, il trasferimento della partecipazione ha effetto di fronte alla società.

In caso di trasferimento a causa di morte il deposito e l’iscrizione sono effettuati a richiesta dell’erede o del legatario verso presentazione della documentazione richiesta per l’annotazione nel libro dei soci dei corrispondenti trasferimenti in materia di società per azioni.

Se la quota è alienata con successivi contratti a più persone, quella tra esse che per prima ha effettuato in buona fede l’iscrizione nel registro delle imprese è preferita alle altre, anche se il suo titolo è di data posteriore (art. 2470, comma 3° c.c.).

Si ritiene che il procedimento previsto per il trasferimento della quota dall’art. 2470 c.c. trovi applicazione anche per la costituzione di vincoli reali (usufrutto e pegno) o obbligatori (sequestro) sulla stessa[5].

E’ indubbio che la forma della scrittura privata con sottoscrizione autenticata è richiesta dalla legge solo ai fini della iscrizione nel registro delle imprese e quindi è necessaria per l’efficacia del trasferimento nei confronti della società e dei terzi, e non per la validità dell’atto tra le parti[6].

Secondo il nuovo comma 3° dell’art. 2470 c.c., il criterio della priorità della iscrizione nel registro delle imprese (accompagnata dalla buona fede dell’acquirente al momento della iscrizione) vale  a dirimere il conflitto tra più aventi causa dallo stesso autore.

Il principio – introdotto con la riforma del diritto societario – è analogo a quello previsto dall’art. 2644 c.c. per la trascrizione  di atti relativi a beni immobili e dall’art. 2685, comma 2°, c.c., in materia di beni mobili iscritti in pubblici registri.

Si deve tuttavia osservare che il regime della trascrizione, a differenza del sistema che ora vale per il trasferimento di quote di s.r.l., non dà alcuna rilevanza allo stato soggettivo di buona fede dell’acquirente[7]. Sotto questo profilo, la disciplina dell’art. 2470, comma 3°, c.c. si avvicina piuttosto a quella valida in generale per la circolazione dei beni mobili (non registrati) (v. art. 1155 c.c.).

Sul punto, giova richiamare un passo della relazione ministeriale alla riforma del diritto societario, ove si spiegano le ragioni della soluzione adottata con la nuova formulazione del comma 3° dell’art. 2470:

“Nell’ art. 2470, oltre ad affrontare alcuni aspetti tecnici, ci si è posto il problema se e quale tutela debba riconoscersi all’acquirente della partecipazione sociale. Al riguardo si è ritenuto che, pur essendo la loro circolazione sottoposta ad un regime di pubblicità presso il registro delle imprese, non si potesse adottare la soluzione tradizionale della pubblicità immobiliare. Si è osservato infatti, al di là di ogni problema dogmatico che sarà compito della dottrina e giurisprudenza affrontare, che siffatta soluzione avrebbe condotto al risultato paradossale secondo cui l’acquirente di una partecipazione in società a responsabilità limitata verrebbe a godere di una tutela persino maggiore rispetto a quella di cui gode chi acquista un titolo di credito o uno strumento finanziario dematerializzato: il risultato paradossale, cioè, di tutelare maggiormente chi acquista una posizione giuridica non tipicamente destinata alla circolazione, come la partecipazione in società a responsabilità limitata, rispetto a chi acquista un titolo azionario che invece si caratterizza per quella tipica destinazione.

Perciò, nel terzo comma dell’art. 2470 si è adottata una soluzione che appare equilibrata sul piano di una valutazione degli interessi e che viene sostanzialmente a riprodurre quella dell’art. 1155 per la circolazione dei beni mobili: nel caso di conflitto tra acquirenti della partecipazione la prevalenza di colui che per primo ottiene l’iscrizione del trasferimento nel registro delle imprese non consegue semplicemente alla sua priorità temporale, ma richiede inoltre il requisito soggettivo della buona fede.”[8]

 

4. La decisione del Giudice del Registro

 

Il provvedimento in epigrafe ha per oggetto il ricorso presentato da una società fiduciaria avverso l’avvenuta iscrizione della domanda di accertamento giudiziale della simulazione del trasferimento di quote di s.r.l. a favore di due società estere. La società ricorrente affermava l’illegittimità dell’iscrizione, in quanto avvenuta in violazione del principio di tipicità e tassatività che connota l’operatività del Registro delle imprese ex art. 2188, comma 1°, c.c. e successiva normativa di riferimento (v. art. 2193 c.c.; art, 7, comma 2°, lett. b), d.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581) e pertanto ne richiedeva la cancellazione.

Il Giudice del Registro del Tribunale di Ferrara rigetta il ricorso, osservando che il principio di tipicità e tassatività delle iscrizioni nel Registro delle imprese debbono essere integrati con il principio di completezza e di trasparenza delle iscrizioni previste dalla legge.

Sulla base di una interpretazione estensiva e sistematica, devono pertanto ritenersi iscrivibili nel Registro gli atti prodromici e modificativi, previsti dall’ordinamento, di fattispecie espressamente soggette a pubblicità.

Aggiunge il Giudice del Registro che le quote di s.r.l. possono definirsi beni immateriali equiparabili a beni mobili; la ricorrente affermazione della giurisprudenza che gli stessi “non sono iscritti in pubblici Registri” deve essere ulteriormente verificata in relazione all’art. 2470 (ex art. 2479) c.c. dopo la legge n. 310 del 1993 e la recente riforma del diritto societario.

Invero, il deposito dell’atto di trasferimento per l’iscrizione nel Registro delle imprese produce ormai non solo gli effetti dell’art. 2193 c.c., ma costituisce anche il presupposto necessario della successiva iscrizione nel libro soci e quindi è rilevante sia per l’opponibilità nei confronti di terzi, sia per l’efficacia nei confronti della società. Soprattutto il predetto deposito assume ora efficacia direttamente dirimente nel conflitto tra eventuali successivi acquirenti della quota da un unico dante causa, e quindi rilievo oggettivo e non solo soggettivo.

Dalle considerazioni di cui sopra si ricava che anche la domanda di accertamento della simulazione dell’atto di trasferimento della quota di s.r.l., inserendosi pienamente nella categoria di atti prodromici o modificativi in ordine alla vicenda inerente alla titolarità delle quote di una s.r.l., è iscrivibile nel Registro delle imprese, in base non all’applicazione analogica degli artt. 2683, 2690, 2691 c.c., bensì all’applicazione diretta dell’art. 2696 c.c.

 

 5. Osservazioni

 

La decisione in commento è sicuramente condivisibile laddove afferma che il principio di tipicità e tassatività delle iscrizioni nel registro delle imprese deve essere integrato dal principio, altrettanto importante, desumibile dal sistema, di completezza e di trasparenza delle iscrizioni medesime.

Con l’istituzione del registro delle imprese, infatti, il legislatore si è proposto la finalità di assicurare completezza ed organicità di pubblicità per tutte le imprese soggette ad iscrizione e di garantire la tempestività dell’informazione sull’intero territorio nazionale. In questa prospettiva, autorevole dottrina ha ritenuto rispettato il principio di tipicità delle iscrizioni non solo ove l’obbligo di pubblicizzare un determinato fatto sia espressamente previsto dalla legge, ma anche ove l’esistenza di un simile obbligo sia comunque ricavata dall’interpretazione del sistema legislativo[9].

Si possono richiamare, al riguardo, varie disposizioni del codice civile, che prevedono l’iscrizione nel registro delle imprese di eventi che incidono su situazioni già iscritte, determinandone la modifica o la cessazione (ad esempio, art. 2196, ultimo comma; art. 2300; art. 2309; art. 2385, ultimo comma; art. 2400, ultimo comma; art. 2436; art. 2487-bis; art. 2497-bis, commi 1° e 2°; art. 2612, ultimo comma) . Da queste norme è possibile dedurre un principio generale, in virtù del quale devono essere resi pubblici mediante l’iscrizione nel registro delle imprese tutti gli eventi che possono modificare o estinguere situazioni già iscritte, pur in mancanza di una espressa previsione normativa in tal senso.

Con specifico riferimento al trasferimento di quote di s.r.l., si possono così ritenere iscrivibili nel registro delle imprese ex art. 2470 c.c. non solo gli atti di trasferimento in senso proprio, ma anche tutti gli atti che, più in generale, pur lasciando immutata la formale titolarità delle quote, tuttavia sono prodromici al futuro trasferimento ad altri e/o comunque comportano modificazioni in ordine all’esercizio delle situazioni soggettive spettanti al socio[10].

Tali argomentazioni appaiono già di per sé sufficienti a fondare l’affermata iscrivibilità nel registro delle imprese della domanda diretta all’accertamento della simulazione del trasferimento di quote di s.r.l., in quanto atto sicuramente incidente su una fattispecie espressamente soggetta a pubblicità.

Il Giudice, nel caso in esame, va tuttavia oltre e prende posizione, sia pur indirettamente, sulla natura giuridica della quota di s.r.l.; dimostra infatti di considerarla un bene mobile registrato e ritiene pertanto direttamente applicabile l’art. 2696 c.c., secondo il quale per gli altri beni mobili per cui è disposta la trascrizione di determinati atti – il Giudice non dà rilievo al mezzo di pubblicità previsto – si osservano le disposizioni delle leggi che li riguardano[11].

A tale conclusione il Giudice giunge muovendo dal dato normativo rappresentato dall’art. 2470 (ex art. 2479) c.c. e soprattutto dal nuovo comma 3° della norma, che, come sopra si è visto, introduce il principio della priorità dell’iscrizione nel registro delle imprese ai fini della soluzione del conflitto tra più aventi causa dallo stesso autore.

Come si è già osservato, l’art. 2470, comma 3°, c.c., sembra, a tale effetto, riconoscere alla iscrizione nel registro delle imprese funzione analoga alla trascrizione nei pubblici registri immobiliari (e mobiliari), secondo le previsioni degli artt. 2644 e 2685, comma 2°, c.c. Si è pure tuttavia sottolineato che la prevista rilevanza della buona fede dell’acquirente è incompatibile con il sistema della trascrizione.

Contro la tesi del Giudice si può richiamare la dottrina secondo la quale le disposizioni che regolano la pubblicità dei beni immobili e dei beni mobili registrati sono senz’altro eccezionali e non possono essere applicate in ambiti differenti, quale quello commerciale[12].

Il registro delle imprese è infatti uno strumento che rende conoscibili le vicende relative agli imprenditori e non ha di mira direttamente la pubblicità di situazioni giuridiche relative a beni. La norma principale regolatrice della materia è l’art. 2193 c.c. L’art. 2740, comma 3°, c.c., si distingue dall’art. 2644 c.c., nella misura in cui ritiene necessario, ai fini della prevalenza nell’acquisto, il requisito soggettivo della buona fede[13].

Bisogna inoltre considerare che le regole relative alla concreta tenuta del registro delle imprese non garantiscono la annotazione giornaliera di ogni pratica presentata, diversamente da quanto accade in materia immobiliare in base all’art. 2678 c.c.[14].

Regole proprie della pubblicità immobiliare non possono dunque applicarsi alla materia commerciale. L’art. 2470, comma 3°, c.c. non consente di affermare la natura di bene mobile iscritto in pubblico registro della quota di società a responsabilità limitata.



[1] In dottrina, per tutti, Rivolta, La società a responsabilità limitata, in Trattato di diritto civile e commerciale, diretto da Cicu e Messineo e continuato da Mengoni, Milano, 1982, 188 ss. In giurisprudenza, Cass., 23.1.1997, n. 687, in Giur. it., 1997, I, 1, 720; Cass., 12.12.1986, n. 7409, in Giur. comm., 1987, II, 741; Cass., 27.1.1984, n. 640, ivi, 1984, II, 520.

[2] Santini, Società a responsabilità limitata, in Commentario del Codice civile, a cura di Scialoja e Branca, Art. 2472-2497 bis, 3a ed., Bologna-Roma, 1984, 98 ss.

[3] Rordorf, in Società, 1985, 947 ss.

[4] Campobasso, Diritto commerciale, 2. Diritto delle società, 6a ed., Torino, 2006, 561. V. anche Zanarone, La società a responsabilità limitata, in Aa.Vv., Diritto commerciale, 4a ed., Bologna, 2004, 306 s.

[5] Pinnarò, sub art. 2470, in Società di capitali. Commentario, a cura di Niccolini e Stagno d’Alcontres, vol. III, Napoli, 2004, 1525. Zanarone, op. cit., p. 307.

[6] Angelici, Sul nuovo testo dell’art. 2479, in Riv. dir. comm., 1994, I, 325; Presti e Rescigno, Corso di diritto commerciale, vol. II, Società, Bologna, 2005, 222. In giurisprudenza, v. Cass., 10.11.1998, n. 11296, secondo cui “il trasferimento delle quote di una società a responsabilità limitata è atto negoziale a forma libera, da documentarsi per iscritto ai soli e limitati fini dell’opponibilità alla società stessa”.

[7] Gazzoni, La trascrizione immobiliare, I, in Il codice civile. Commentario, diretto da Schlesinger, Artt. 2643-2645-bis, 2a ed.,  Milano, 1998, 34 ss.

[8] Cfr. Maltoni, La partecipazione sociale, in  Caccavale, Magliulo, Maltoni, Tassinari, La riforma della società a responsabilità limitata, Milano, 2004, 184 ss. Sul problema relativo al momento in cui è rilevante lo stato soggettivo di buona fede dell’acquirente, ai sensi dell’art. 2470, comma 3°, c.c., v. Zaganelli, sub art. 2470, in La riforma delle società. Commentario del d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 , a cura di Sandulli e Santoro, t. III, Torino, 2003, 70 ss.

[9] Marasà e Ibba, Il registro delle imprese, Torino, 1997, 112 ss.; Ibba, Il “sistema” della pubblicità di impresa, oggi, in Riv. dir. civ., 2005, I, 603 s.

[10] Cfr. Trib. Bologna, 26.10.1995, in Foro it., 1996, I, 3796.

[11] In dottrina, nel senso che la quota di s.r.l. sia qualificabile bene mobile iscritto in pubblico registro, ai sensi dell’art. 815 c.c., Di Sabato, Diritto delle società, 2a ed.,  Milano, 2005, 482.

[12] Gazzoni, op. cit., 44 s.

[13] Cfr. Tassinari, Conflitto tra acquirenti di diritti incompatibili relativi a quote di s.r.l., in Notariato, 1995, 602 ss.; Revigliono, Il trasferimento della quota di società a responsabilità limitata, Milano, 1998, 160 ss.; Maltoni, op. loc. cit.

[14] Magliulo, Il ruolo del registro delle imprese nella riforma societaria, in Notariato, 2005, 63 s.