Il "nome" dell'impresa

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Ditta, azienda, impresa, insegna: qual è la denominazione corretta dell'attività commerciale? "Ho preso in affitto un'impresa"; oppure: "Abbiamo cambiato ditta"; od ancora: "Ho comprato la licenza". Molto spesso, nella pratica, capita di sentire affermazioni di questo tipo o, comunque, frasi in cui si fa generico riferimento allíattività commerciale, magari soffermandosi su uno od un altro aspetto della stessa.
In realtà, ogni termine ha un significato ben preciso ed Ë utile fare un poí di chiarezza, anche al fine di potersi esprimere con proprietà di linguaggio e non confondere situazioni tra loro radicalmente diverse. Il concetto più importante e, probabilmente, più delicato da definire Ë quello di impresa. Il codice civile stesso non la definisce espressamente, limitandosi a dare la nozione di "imprenditore". Sinteticamente, potremmo parlare di generica attività economica esercitata professionalmente e con un insieme di beni a ciò destinati, da un soggetto, líimprenditore, appunto. L'impresa, poi, è qualificata come ìcommercialeî quando ha ad oggetto come attività economica una funzione intermediaria di bene o servizi, oppure la trasformazione di materie o la produzione di servizi, ovvero quando esercita l'attività bancaria, di assicurazione, di trasporto o ausiliaria ad alcune di queste. Non Ë commerciale, quindi, líimpresa agricola, che ha una disciplina a parte. L'azienda, invece, è il complesso dei beni organizzati dallíimprenditore per líesercizio dellíimpresa. Può essere composta da beni mobili, immobili o crediti. Di notevole importanza Ë un elemento immateriale che sempre la caratterizza: líavviamento commerciale, ossia líattitudine dellíazienda a produrre reddito. Semplificando, potremmo dire che con il termine impresa individuiamo líattivit‡ svolta dallíimprenditore, mentre ci riferiamo allíazienda se osserviamo i mezzi attraverso i quali líimprenditore opera. Oggetto degli atti dispositivi Ë, quindi, líazienda commerciale, che puÚ essere venduta, donata, ceduta in affitto, usufrutto, eccetera. Un altro termine che viene usato molto spesso Ë quello di ditta. Spesso si impiega il concetto come se fosse analogo a quello di impresa o di azienda. In realt‡, la ditta altro non Ë che il nome attraverso il quale viene esercitata líimpresa. Proprio in quanto semplice nome, la ditta non puÚ essere trasferita se non assieme allíazienda con cui Ë identificata. Trattandosi di un mero ìnome commercialeî, quindi, il concetto di ditta non dovrebbe trovare spazio ed impiego troppo diffuso nella pratica e, soprattutto, non dovrebbe essere confuso con quello di azienda. Con il termine insegna, invece, si individua la sede ove si svolge líattivit‡ aziendale, venendo cosÏ ad identificare il singolo esercizio commerciale attraverso il quale líimpresa viene esercitata. Un breve accenno merita, infine, il riferimento alla licenza. ìVendereî una licenza o definirsi ìproprietarioî della stessa non ha alcun significato dal punto di vista giuridico. La licenza Ë una autorizzazione amministrativa, rilasciata al richiedente dallíente pubblico in presenza di determinati requisiti. Proprio in quanto atto della pubblica amministrazione, la licenza non puÚ essere oggetto di atti di disposizione autonomi da parte del privato, che non puÚ certo venderla o trasferirla in qualche modo di sua iniziativa. La legge consente, in alcuni casi e, soprattutto, in presenza di tutti i requisiti previsti, che la licenza possa essere volturata al soggetto che subentra al titolare originario nellíesercizio dellíimpresa. Tale subentro avviene, generalmente, attraverso la cessione dellíazienda commerciale che, in quanto bene complesso, Ë costituita come abbiamo detto da un insieme composito di beni e diritti. La successione cronologia esatta, pertanto, non puÚ che essere la seguente: si trasferisce líazienda, in modo tale che il nuovo titolare subentri nellíesercizio dellíimpresa e possa cosÏ chiedere allíente pubblico (dimostrando di possedere tutti i requisiti necessari) di volturare a proprio nome la licenza. Il nuovo titolare potr‡ anche concordare con il cedente il diritto di impiegare, come denominazione, la ditta utilizzata in precedenza dallíimprenditore, anche al fine di salvaguardare líavviamento commerciale. Infine potr‡, nel caso in cui sia subentrato anche nella gestione dei singoli punti-vendita, impiegare líinsegna preesistente.