I battelli del Reno: l'impresa e la produzione di utili

  • : preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /var/www/vhosts/themis.info/httpdocs/includes/unicode.inc on line 345.
  • : preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /var/www/vhosts/themis.info/httpdocs/includes/unicode.inc on line 345.

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 Dal saggio del prof. Alberto Asquini del 1959 un'interessante riflessione sulla realtà imprenditoriale odierna. Una cinquantina di anni fa, uno dei padri del Codice Civile italiano, il professor Alberto Asquini, pubblicò un breve saggio dal titolo “I battelli del Reno” (Alberto Asquini, In: “Rivista delle società”, 4, 1959).
Il professore immaginava un’impresa di navigazione fluviale (la compagnia dei “battelli del Reno”, appunto), dalla classica struttura societaria di capitali, con un’assemblea dei soci, un consiglio di amministrazione ed un presidente. Come in tutte le società, è ovvio e naturale che in seno all’ente si sviluppi una certa tensione tra i soci di capitale e la dirigenza, proprio in quanto i diversi soggetti sono portatori di interessi non sempre convergenti: i soci cosiddetti “cassettisti”, ossia quelli che detengono le azioni al solo scopo di partecipare alla distribuzione degli utili, non sempre possono condividere le strategie di sviluppo e le scelte di mercato dei gruppi di controllo della società che, magari, non mirano tanto a godere degli utili distribuibili a fine esercizio, quanto invece a far crescere la società, preferendo così reinvestire gli utili piuttosto che dividerli tra i soci.
Oggi utilizziamo il termine stakeholders, parola inglese che sta ad indicare i diversi portatori di interessi: azionisti, obbligazionisti, dipendenti, fornitori, creditori in genere: tutte le varie categorie di soggetti che gravitano attorno ad una impresa commerciale e che guardano all’attività di mercato con obiettivi diversi, se non radicalmente divergenti. Anche nella società di navigazione fluviale “I battelli del Reno” immaginata dal professor Asquini i rapporti tra soci e Cda non erano sempre lisci.
Nel suo saggio, il professore raccontava lo svolgersi dell’assemblea annuale di approvazione del bilancio, durante la quale uno dei soci, rappresentante il gruppo dei “cassettisti”, insisteva perchè fosse distribuita la quota maggiore possibile degli utili realizzati, sforzandosi di convincere l’assemblea ad approvare tale linea.
Ad un certo punto il presidente del Consiglio di Amministrazione, espressione dei soci rappresentanti il gruppo di controllo, irritato da questa volontà (invero un po’ miope), sbotta: “Finiamola, insomma! Noi non siamo qui per distribuire utili, ma per far navigare i battelli sul Reno!”.
La frase, forse un poco sibillina, racchiude un significato profondo: la società commerciale è solamente il mezzo attraverso il quale “due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili” (tale è, infatti, la definizione di società data dall’articolo 2247 del Codice Civile)?
Ma è tutto qui lo scopo, il fine ultimo, della società e, per traslato, dell’impresa commerciale in genere?
Oppure, come diceva anche Luigi Einaudi, fare impresa è qualcosa di più?
Perchè ogni mattina l’imprenditore si alza, corre, si affanna, rischia, si impegna e si sforza per far “rendere” e, conseguentemente, sopravvivere la propria impresa, magari per guadagnare alla fine meno di quello che potrebbe trovare tranquillamente a fine mese nella busta paga da lavoratore dipendente (senza, tra l’altro, perdere il sonno e rischiare continuamente il proprio patrimonio)?
E’ evidente: per far navigare i battelli sul Reno!
La battuta del presidente del Cda immaginato dal professor Asquini sta a significare proprio questo: l’imprenditore vero, quello che ama la propria attività, lavora non (o meglio: non solo) per guadagnare, ma anche e soprattutto perchè l’impresa è una sua creatura, frutto del suo lavoro, dei suoi sforzi e del suo impegno quotidiano. Vederla crescere, maturare, rinforzarsi è, per l’imprenditore che ama il suo lavoro, tanto importante quanto l’utile incassato a fine mese (se non di più).
E allora: forza! Facciamo navigare i nostri battelli sul Reno!