Aperture domenicali all’Outlet: sì, ma nel rispetto della legge. Il TAR Veneto boccia le ordinanze sindacali che avevano autorizzato le aperture straordinarie in deroga al Dlgs 114/98.

  • : preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /var/www/vhosts/themis.info/httpdocs/includes/unicode.inc on line 345.
  • : preg_replace(): The /e modifier is deprecated, use preg_replace_callback instead in /var/www/vhosts/themis.info/httpdocs/includes/unicode.inc on line 345.

C’è un giudice a Berlino!
È stato questo il primo commento dei vertici dell’Associazione Commercianti di San Donà-Jesolo e dell’Unione Provinciale di Venezia, dopo aver appreso delle due sentenze del TAR Veneto che, su ricorso sostenuto dalle stesse associazioni, ha annullato le ordinanze del Comune di Noventa di Piave (Ve) che autorizzavano l’apertura straordinaria domenicale degli esercizi commerciali.
In realtà, al Comune di Noventa degli “esercizi commerciali” in genere non interessava un granché: l’unica realtà a beneficiare di tali aperture domenicali sarebbe stato il grande Veneto Designer Outlet dell’inglese McArtur Glen, aperto da poco più di un anno appena fuori il casello autostradale dell’A4 e che, giorno dopo giorno, sta letteralmente uccidendo i negozi di tutti i centri urbani limitrofi.
L’arroganza e la prepotenza delle multinazionali della Grande Distribuzione è tale da condizionare persino le scelte delle amministrazioni comunali, spesso asservite ai desideri di questi importanti “contribuenti”, forti delle infrastrutture che realizzano (in realtà, a proprio uso e consumo) e dei posti di lavoro che promettono (dimenticando quelli parallelamente perduti dalla rete distributiva tradizionale, che non riesce a tenere il ritmo delle grandi strutture di vendita).
È, in sostanza, quello che è accaduto a Noventa di Piave.
Il quadro normativo è noto.
In attuazione della legge delega 15 marzo 1997 n. 59 sulla semplificazione amministrativa, con Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 114 il Governo ha disposto la riforma della disciplina relativa al settore del commercio.
Tra le finalità che l’articolo 3 di questo Decreto ha inteso perseguire vi sono la concorrenza e la libertà di impresa (lettera a).
Per quanto attiene allo specifico tema degli Orari di vendita, l’articolo 11 del Decreto così dispone al comma 5: “Il comune … individua i giorni … nei quali gli esercenti possono derogare all’obbligo di chiusura domenicale e festiva. Detti giorni comprendono comunque quelli del mese di dicembre, nonché ulteriori otto domeniche o festività nel corso degli altri mesi dell’anno”.
In ossequio a tale disposizione, il Comune di Noventa aveva disposto l’obbligo di chiusura per tutte le domeniche, come per legge, tranne quelle di dicembre ed ulteriori otto nel corso dell’anno, in occasioni di particolari festività o ricorrenze.
Fin qui, tutto normale.
Poi, in data 24 settembre 2008, apriva i battenti Veneto Deigner Outlet, 60 negozi su di un’area di vendita di 11.000 mq, e il vento è improvvisamente cambiato.
Con ordinanza 31 ottobre 2008, infatti, il Sindaco concedeva l’apertura degli esercizi del Comune anche in due ulteriori domeniche (nella specie: il 2 novembre 2008, in quanto “domenica successiva alla festività di Ognissanti e pertanto vi sarebbero due giorni consecutivi di chiusura delle attività commerciali” ed il 23 novembre, per consentire la celebrazione di un premio letterario locale).
Inutile dire che il parere delle associazioni di categoria, ovviamente negativo, non ha avuto il minimo peso nell’istruttoria procedimentale…
Il provvedimento era parso immediatamente ingiusto e veniva impugnato al TAR Veneto
Ma non basta.
Non contento di tale palese violazione di legge, il Comune di Noventa, con ordinanza sindacale 17 luglio 2009, n. 51 prot. 12627, replicava il tutto, autorizzando l’apertura nelle giornate del 19 e 26 luglio 2009, in occasione di una manifestazione canora…
Seguiva, ovviamente, nuova impugnazione al TAR.
Dopo un duro confronto giudiziario, nel quale si era costituito sia il Comune che la multinazionale titolare dell’Outlet, sostenendo ovviamente l’assoluta legittimità delle ordinanze, in data 26 gennaio 2010 venivano depositate le due sentenze (135 e 137/2010, consultabili per esteso sul sito del TAR Veneto:
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Venezia/Sezione%203/2... e
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Venezia/Sezione%203/2...) che, nel ribadire come “il Sindaco, nel derogare alla chiusura obbligatoria, domenicale e festiva, degli esercizi di vendita al dettaglio, deve attenersi ai limiti previsti dall’art. 11, comma 5, del decreto n. 114/98”, annullavano le ordinanze, condannavano il Comune al pagamento delle spese legali ed ammettevano i ricorrenti ad un separato giudizio per la quantificazione dei danni patiti.
Una vittoria su tutta la linea, in sostanza.
Ma gli argomenti utilizzati dal Giudici Amministrativi sono di eccezionale rilievo a parere dello scrivente (che, oltre ad aver materialmente redatto i due ricorsi, crede da sempre nell’importanza della tutela del piccolo commercio, per formazione culturale e provenienza familiare…).
Leggiamo nella sentenza che “il collegio ritiene evidente che consentire l’apertura (anche) degli esercizi dell’Outlet Noventa in due domeniche aggiuntive rispetto alle otto giornate nelle quali, durante l’anno, è permessa l’apertura domenicale e festiva, costituisca una decisione idonea a determinare un incremento del fatturato degli esercizi dell’Outlet, con un correlativo – perlomeno potenziale – sviamento di clientela ai danni di esercizi come quelli degli odierni ricorrenti, in modo tale da arrecare, ai ricorrenti stessi, quel pregiudizio che la giurisprudenza amministrativa richiede per giudicare sussistente l’interesse a ricorrere”.
Primo punto, quindi: l’apertura domenicale rappresenta un sicuro beneficio per la grande distribuzione ed un pregiudizio per i negozi di vicinato, anche se questi ultimi volessero utilizzare a propria volta la possibilità di tenere aperto anche la domenica, in quanto “in considerazione della particolare capacità di attrazione commerciale dell’Outlet Noventa, accentuata dalle due aperture domenicali aggiuntive, il fatto che ad alcuni dei ricorrenti sia riconosciuta la facoltà di tenere aperto il proprio negozio la domenica, analogamente a quanto avviene per l’Outlet Noventa, non vale a escludere la probabilità di uno sviamento di clientela a danno, appunto, dei negozi gestiti dai ricorrenti”.
La tutela del piccolo commercio, infatti, è a parere del TAR Veneto, un valore precipuo ed essenziale, meritevole di tutela in quanto “la vigente disciplina in materia di commercio (d. lgs. n. 114/98 e d. l. n. 223/06, conv. in l. n. 248/06) non persegue in via esclusiva una finalità liberalizzatrice, connessa al solo scopo di tutelare la libertà delle imprese e la concorrenza, in una prospettiva di sostanziale deregolamentazione del settore, giacché questo obiettivo avrebbe quale esito estremo il rafforzamento sul mercato (delle imprese) di maggiori dimensioni a discapito proprio di un mercato concorrenziale” ma, per contro, “mira a una regolamentazione finalizzata a contemperare i principi e i valori della concorrenza con la salvaguardia delle aree urbane, dei centri storici, della pluralità tra diverse tipologie delle strutture commerciali e della funzione sociale svolta dai servizi commerciali di prossimità…per l’art. 1, comma 3, lett. b), d), ed e) del d. lgs. 31 marzo 1998, n. 114, la disciplina sul commercio persegue anche le finalità della “tutela del consumatore, con particolare riguardo (…) alla possibilità di approvvigionamento, al servizio di prossimità”, del “pluralismo ed equilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive e le diverse forme di vendita, con particolare riguardo al riconoscimento e alla valorizzazione del ruolo delle piccole e medie imprese”, e della valorizzazione e salvaguardia del servizio commerciale nelle aree urbane, rurali, montane, insulari”.
Secondo punto da sottolineare, quindi: la tutela della concorrenza passa attraverso la salvaguardia dei “servizi commerciali di prossimità”, ossia il piccolo commercio.
Sono convinto che queste importanti pronunce costituiranno un autorevole precedente giurisprudenziale, tale da vincolare i sindaci e le amministrazioni comunali, per ribadire che limiti e regole agli orari di apertura e chiusura, lungi dal contrastare la libera concorrenza, la tutelano e la rafforzano, in quanto solo attraverso le regole è possibile salvare il piccolo commercio che, in un regime di liberalizzazione totale, rischierebbe l’estinzione perché, come scriveva Rousseau: “Tra il debole ed il forte, è la libertà che opprime e la legge che libera”.

San Donà di Piave, 28 gennaio 2010    

Avv. Alberto Teso